• Pubblicata il
  • Autore: Marta
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Insegnami 8 - Cuneo Trasgressiva

Mi accorsi solo ora che erano passate quasi due ore dal momento in cui avevo varcato la soglia della grande casa ed ora ero distesa sul letto guardando la mia immagine nuda riflessa sullo specchio sopra la mia testa. La vagina era ancora pulsante ed i capezzoli facevano fatica a sgonfiarsi. Sul viso avevo ancora le tracce dello sperma di Mario mentre il suo sapore non abbandonava le mie labbra e la mia bocca. Mario mi aveva lasciato, immagino per farsi una doccia ed io spossata mi ero distesa a riprendere fiato, quando vidi inquadrata nella grande finestra la sottile figura di Tiffany che passava in giardino coperta solo di una vestaglia semitrasparente… Allora non eravamo soli, ma dove erano stati Lei e forse Andrea durante la feroce penetrazione da parte di Mario? Mi alzai ed iniziai a guardarmi meglio attorno, avevo bisogno di risciacquarmi e quindi aprii una porta sulla parete di fronte, immaginando che al di la’ vi fosse un bagno. Sorpresa, trovai invece una stanza semibuia con alcune sedie ed un paio di telecamere professionali puntate.. sulla camera da dove provenivo.. Capii d’improvviso tutto, gli specchi in realta’ permettevano di vedere cosa succedesse dall’altra parte ed io ero stata inconsapevole attrice di una sessione porno per qualcuno che era stato nelle ultime due ore in quella stanzetta… Proseguii aprendo la successiva porta e trovai davanti a me, seduti su comodi divani, Mario Tiffany Andrea ed uno sconosciuto. Ero completamente nuda per cui ebbi un moto di sorpresa cercando di ritirarmi da dove ero venuta. Mario, che si era nel frattempo rivestito, me lo impedii, richiudendo la porta e frapponendosi tra lei e me. Mi sentii persa ed oltre alla spossatezza del sesso mi iniziarono a tremare le gambe dalla paura. “non preoccuparti” disse Mario, accarezzandomi e girandomi dolcemente verso gli altri… “chi vi ha dato il permesso di fare questo?” dissi con voce malferma…”nessuno” disse Andrea, “ma penso che non obietterai, visto che qualcuno potrebbe vedere questo…” e con un telecomando aziono’ un proiettore che in pochi secondi rivelo’ sulla parete un mio primo piano mentre da dietro venivo penetrata violentemente da mario… Divenni rossa e mi sentii persa immaginando solo per un attimo quelle scene circolare nei computer dei colleghi d’ufficio…
Adesso ero veramente nei guai, ed in piu’ in una situazione imbarazzante, completamente nuda di fronte a loro. “non preoccuparti” disse nuovamente mario, “non vogliamo farti del male ma solo partecipe dei nostri giochi” “abbiamo visto che sei una compagna appassionata e che ti piace sperimentare… cosa possiamo avere di meglio?”.. Guardai Tiffany e vidi nei suoi occhi un cenno di approvazione…non so perche’ ma mi sentivo piu’ protetta con lei presente, forse perche’ era l’unica donna fra loro. Mentre con le mani cercavo di nascondere il mio sesso balbettai un “beh… vediamo…” poco convinto…”ma vorrei Tiffany presente”. “non c’e’ problema” anticipo’ sempre Mario mentre lei stava per dire qualcosa…”intanto vieni qui vicino e rilassati”. Mi spinse al centro della stanza e degli sguardi di tutti, e prendendomi le mani da dietro mi costrinse ad esibire il sesso alla persona sconosciuta. “che ne dici?” fece mario e l’uomo “ok per me va bene”.”allora la puoi provare anche ora se vuoi” “vero marta?” guardai implorante Tiffany che abbasso’ lo sguardo…mi sentivo sporca, sudata, con i capelli impastati dalle due ore di sesso con Mario… iniziavo anche ad avere fame e le gambe mi sorreggevano poco. “va bene ok” disse mario al mio posto, potete usare la stanza degli specchi.”ma Tiffany?” dissi io precipitosamente…”sara’ con te non ti preoccupare” irruppe finalmente Andrea.
Tiffany a questo punto si alzo’ e mi prese sottobraccio portandomi a fare una doccia. Nel bagno si spoglio’ della sottile vestaglia e venne sotto l’acqua con me lavandomi delicatamente. Non disse nulla ma con delicatezza mi lavo’ il corpo degli umori lasciati da Mario per poi asciugarmi e, sempre come me nuda, accompagnarmi nuovamente nella stanza di questa mattina. A fianco al letto c’era l’uomo sconosciuto, gia’ completamente svestito. Lo guardai meglio e lo giudicai di mezz’eta’ ma piacente. Il corpo era magro sebbene non particolarmente muscoloso, il suo sesso invece era di notevoli proporzioni, quasi asinine, e, sebbene non ancora eretto, superava gia’ in questo stato quello di Mario. La stanza era immersa come al solito nel silenzio ma adesso riuscii a percepire un ronzio di sottofondo, segno che qualcuno di la’ stava ancora filmando la scena… L’uomo si scosto’ quasi ad invitarmi a distendermi nel letto, Tiffany mi spinse delicatamente sopra il lenzuolo bianco e si distese vicino a me. L’uomo stava in piedi e ci guardava, le braccia conserte. Tiffany inizio’ a baciarmi delicatamente sul viso lasciando che i suoi lunghi capelli mi accarezzassero la pelle, poi scese a poco a poco verso il collo per giungere a sfiorarmi i capezzoli con le labbra. Notai che tutti questi movimenti avvenivano con calma studiata in maniera da lasciare ampia visuale sia allo sconosciuto sia alle telecamere dall’altra parte dello specchio e, forse, installate sul soffitto. Tiffany si soffermo’ sui miei seni che si inturgidirono in breve e con la mano inizio’ a sfiorarmi il sesso ancora umido. Ero abbastanza irrigidita ma non potei rifiutarmi di aprire a poco a poco le gambe dischiudendo la mia femminilita’ alle carezze di lei ed agli sguardi di tutti. Il respiro di Tiffany a poco a poco si fece piu’ intenso cosi’ come le sue carezze mentre con le labbra inizio’ a titillarmi i capezzoli. Anch’io iniziai a respirare piu’ profondamente mentre l’eccitazione iniziava a montare. Guardai l’uomo, sempre presente vicino al letto, ma adesso coinvolto nella scena tanto che istintivamente con la mano aveva iniziato a masturbarsi ed il suo membro stava veramente diventando enorme. Anzi quasi spaventoso, la pelle bruna dell’asta contrastava con il chiarore quasi biancastro della pelle del prepuzio scoperta dall’erezione ed evidenziava un glande non particolarmente grande e biancastro. Tiffany mi stava sopra e diligentemente aveva iniziato a masturbarmi il clitoride che si era ingrossato sotto le sue attenzioni, mentre l’eccitazione che mi montava dentro aveva dilatato la mia vagina che si protendeva gonfia verso le mani di lei. Giacevo inerte preda delle attenzioni e delle carezze di Tiffany, con lo sguardo calamitato sull’enorme verga dell’uomo che masturbandosi con lentezza, scopriva e ricopriva ritmicamente la punta del membro. Iniziai a sentire gli effetti delle carezze sul clitoride ed ero in procinto di avere un orgasmo quando Tiffany d’improvviso si interruppe e si scosto’ da me lasciandomi sola nel letto a gambe aperte. L’uomo sali’ allora sul letto e si mise in ginocchio di fronte a me innalzando la spaventosa verga da cui spuntava evidente già una piccola goccia. Egli si chino’ ed avvicino’ il membro alla mia vagina aperta e lubrificata dal sapiente e preventivo lavoro di Tiffany iniziando a penetrarmi. Sentii un gran dolore, le dimensioni del suo pene erano veramente enormi e la mia vagina faceva fatica a contenerlo sebbene gia’ abbondantemente dilatata. Lui continuava a spingerlo dentro ed io mi sentivo traboccare di questo palo di carne che mi sfondava implacabile; lui si mise piu’ comodo facendo leva con le mani appoggiate ai miei fianchi ed iniziando a lavorare con i muscoli del bacino. La penetrazione diveniva sempre piu’ dolorosa ed io iniziai ad urlare ansimando ed accogliendo forzatamente in me ogni volta un centimetro in piu’ della carne dell’uomo che iniziava adesso a sudare per lo sforzo. Sentivo i muscoli delle gambe tesi per l’oscena apertura che lui mi costringeva a fare e le grandi labbra della mia vagina tese fino a costringere i muscoli dell’ano a contrarsi per lasciare piu’ spazio al membro che mi stava impalando… fino a che, con la verga penetrata di circa meta’ della sua lunghezza, l’uomo si ritiro’ un attimo per assestare l’ultimo devastante gigantesco colpo di reni che fece affondare quasi per intero l’enorme palo di carne al mio interno strappandomi un bestiale e profondo urlo di dolore. Mi si annebbio’ la vista ed il mio sudore si mescolo’ con il suo quando, con tutta la sua corporatura, piombo’ addosso a me ed io fui completamente posseduta dalla sua enorme e bestiale virilita’.
Ma non ebbi tempo di riavermi che l’uomo, approfittando della completa penetrazione e di avermi di fatto immobilizzata con il suo peso, inizio’ a muoversi dentro di me utilizzando solo i muscoli del bacino. Il fiato mi si era mozzato sia a causa del peso di lui sia per il dolore che l’enorme fallo mi provocava ad ogni colpo. Era una sensazione mai provata, un enorme caldo maglio che mi violava ripetutamente e che nessun lubrificante poteva agevolare. L’uomo utilizzava il suo membro come un enorme ariete e a mano a mano che si avvicinava all’orgasmo sentivo il fallo sempre piu’ dilatarsi al mio interno. Fino a che, con un ultimo deciso colpo, sentii dilagare nella vagina un liquido caldo che trabocco’ all’esterno ancor prima che la verga fosse ritirata e la vedessi finalmente fuori di me, lucida ed enorme, davanti ai miei occhi, ancora spurgante gli ultimi residui di sperma.
Di fatto ero stravolta e dolorante, la vulva in fiamme con tutti i muscoli perineali in tensione, ma Tiffany, che durante l’amplesso era rimasta vicino al letto, mi fece un cenno con la testa per avvisarmi che non era ancora finita…non avevo nemmeno la forza di rialzarmi, e cosi infatti fu perche’ di peso fui girata sulla schiena e, con l’aiuto di lei, i due mi fecero inginocchiare sul letto con le mani appoggiate alla testata che prontamente Tiffany blocco’ con due strisce di stoffa vellutata. La testata del letto era anch’essa ricoperta di specchi e quindi potei vedere la mia faccia devastata da quella mattina di sesso bestiale e, sotto, i miei poveri seni penzolare nel vuoto…”cosa volete farmi” riuscii solo a balbettare… ma Tiffany in silenzio si avvicino’ nella sua nuda bellezza ad accarezzarmi il viso per poi estrarre dal cassetto un flacone di liquido. Lo aprii e ne spalmo’ un buon quantitativo sulla mano destra per poi…avvicinarsi di nuovo a me ed iniziare a lubrificarmi l’ano, prima piano piano all’esterno, poi, utilizzando l’altra mano per aprire meglio l’orifizio, all’interno inserendo quanto piu’ gel possibile nel mio retto. Fui presa dal panico, se il pene dell’uomo, che nulla aveva da invidiare a quello di un piccolo cavallo, mi aveva dilatato a dismisura la vagina, non sarei sopravvissuta alla sodomizzazione dove solo Mario mi aveva violato. Ma fu un attimo e non ci fu tempo per far nulla…. Sentii infatti l’uomo montare sul letto ed intravidi riflessa la sua figura che si stava ponendo dietro di me, nemmeno in ginocchio ma in piedi, con le mani brandendo l’enorme asta ancora eretta verso il mio ano. Tiffany a questo punto con le mani divarico’ velocemente le mie natiche per permettere una penetrazione meno dolorosa, ma non fu purtroppo cosi’ efficace perche’ l’enorme fallo, complice anche la posizione dell’uomo che poteva sfruttare anche la forza del suo peso, calo’ velocemente su di me e, dopo un brevissimo indugio a contatto con la mia pelle, prese di forza la via del retto penetrando di colpo nel mio intestino. Non potei che lanciare ancora un urlo disumano e forti lacrime iniziarono a scendere dai miei occhi mentre la sodomizzazione iniziava implacabile strappandomi un grido ad ogni ulteriore penetrazione. Nulla poteva Tiffany che desolata cercava di agevolare questa ulteriore prova e dal dolore immane quasi trasfigurando riuscivo a veder la scena come la potevano vedere coloro che stavano filmando, con il mio corpo straziato da un enorme verga che penetrava nel profondo fino a sentirla toccare lo stomaco dilatando il retto allo spasimo… Ad un certo punto l’uomo si avvinghio’ ai miei fianchi e con ritmo crescente impresse alla sodomizzazione una velocita’ impressionante tanto che ormai non capivo piu’ nulla. Non sapevo che ora era, da quanto fossi li, e se il dolore si stesse anche trasformando in piacere quando compresi che Tiffany, estratto un vibratore dal cassetto, inizio’ a tormentarmi da sotto il clitoride per sfinirmi del tutto. La testa mi girava, la sodomizzazione durava piu’ del previsto complice l’orgasmo che l’uomo aveva gia’ avuto, Tiffany mi torturava sapientemente il clitoride e l’entrata della vagina procurandomi stilettate di piacere intenso…i polsi mi dolevano, legati al letto, e solo i seni rimanevano liberi da ogni tormento…aprii gli occhi velati dalle lacrime e dal sudore per guardare prima il lenzuolo sotto di me, intriso di umori e di sperma e poi in alto, attraverso gli specchi, dove potevo vedere lei, bellissima e nuda, lavorare sapientemente su di me e lui instancabile, affondare la verga aggrappato ai miei fianchi fino a che di nuovo la vista inizio’ ad annebbiarsi complice il dolore e l’intenso piacere che stava per scaturire dal mio clitoride gonfio e pulsante. Il piacere esplose all’unisono con l’orgasmo dell’uomo, che ritirato il sesso dal mio ano devastato, proruppe in una eiaculazione ancora abbondante sulla mia schiena, inondando il mio corpo e inzuppando definitivamente il lenzuolo di un liquido denso e giallastro.

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